Intervista al Professor Paolo Dario

Affascinante, coinvolgente, creativa: grazie a questi tre aggettivi, certamente non esaustivi, la robotica è considerata un ottimo strumento educativo per tutte le età ed è ormai entrata a pieno titolo nelle classi, diventando un efficace strumento per insegnare e per imparare la matematica e le scienze ma anche la storia, l’italiano, la filosofia. In provincia di Pisa e nella Valdera in particolare si è ormai affermata quella che è partita come un’esperienza pilota e che adesso si sta consolidando, sia per le modalità con cui la robotica ha conquistato centinaia di studenti, dalle scuole elementari fino alle superiori, sia perché a “parlare” di questa affascinante materia sono alcuni ricercatori dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, con sede principale all’interno del Polo Sant’Anna Valdera a Pontedera. L’Istituto di BioRobotica, diretto da Paolo Dario, è riconosciuto a livello internazionale come uno dei centri più vivi e vitali della ricerca e della sperimentazione robotica in tutte le sue sfaccettature. Se la robotica è oggi una materia tanto innovativa quanto popolare anche nelle scuole della Valdera il merito è soprattutto della nascita del “Laboratorio Didattico Territoriale” di robotica, che nell’anno scolastico 2010-2011  ha coinvolto sei “classi pilota”, con 8 docenti e 120 Studenti, attuando un progetto con più di trenta ore di laboratori in classe. Oggi i numeri sono più che raddoppiati: nello scorso anno scolastico il laboratorio dalla Valdera, che resta uno dei fulcri principali, si è esteso all’intera area della Toscana con 14 istituti scolastici, per un totale di 19 classi, venti docenti, 475 studenti e più di novanta ore di laboratori in classe.

“Per la sua natura interdisciplinare – spiega Paolo Dario – la robotica a scuola non si propone di collocarsi come nuova materia di studio, bensì punta alla creazione di nuovi moduli applicativi che attraversano più discipline. Essa non è importante soltanto per imparare a costruire o a utilizzare i robot, ma anche per avvicinarsi alla programmazione ed alla sperimentazione utilizzando il gioco, sviluppando nei ragazzi capacità logiche, di analisi, sintesi e di progettazione, di problem solving promuovendo il lavoro di gruppo.  Nella convinzione che l’educazione debba essere correlata agli elementi che caratterizzano lo sviluppo – aggiunge Paolo Dario – nel 2010 abbiamo firmato il ‘Patto di comunità educante’, in cui tutti gli attori del territorio della Valdera si propongono di sostenere una istruzione che poggi anche su innovazione ed eccellenza. Questi sono alcuni dei pilastri che, integrati con l’industria e in sinergia, stanno alla base della crescita di un territorio, come può essere quello della Valdera”. Grazie al “Patto di Comunità Educante”, la comunità si impegna a favorire la realizzazione di un sistema formativo integrato, qualificando in maniera ulteriore la scuola “pubblica” attraverso l’integrazione con le opportunità già formative disponibili sul territorio. “Per raggiungere questi obiettivi – sottolinea Paolo Dario – in Valdera sono stati attivati i ‘Laboratori Didattici Territoriali’ che, nell’ambito delle discipline sperimentali, si aprono all’innovazione nella didattica, andando verso la ‘laboratorialità’ e, appunto, grazie all’apertura al territorio che mette a disposizione le sue risorse formative, seguono i passi del progresso tecnologico e li adattano alle esigenze degli studenti. Quelli della ‘robotica educativa’ in Valdera e In Toscana sono numeri importanti che dimostrano come l’approccio utilizzato sia in linea con le esigenze della scuola di oggi e dei nostri ragazzi. Vogliamo coinvolgerli, vogliamo affascinare, vogliamo scommettere – conclude Paolo Dario – che la robotica possa davvero diventare un nuovo strumento educativo per le nuove generazioni e dare sostanza a quel proverbio nativo americano che recita così: ‘Dimmi ed io dimenticherò. Fammi vedere e forse non ricorderò. Coinvolgimi e io capirò’.