Esperienza della scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri” di Capannoli

Per la scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri” di Capannoli il contatto con la robotica è avvenuto grazie al laboratorio della “Casa domotica”, a Peccioli, e si è consolidato grazie ad Aibo, un “cagnolino” robot che è rimasto per una settimana con i ragazzi. Ma la vicinanza con Peccioli non sarebbe bastata, da sola, a giustificare un’esperienza che ormai prosegue da quattro anni se non fosse accompagnata dall’interesse degli insegnanti, dal coinvolgimento e dai risultati degli studenti. “Iniziato il percorso – racconta l’insegnante di lettere Patrizia Guiggi – a cascata sono arrivate riflessioni educative e didattiche di importante valore formativo, che ci accompagnano da quattro anni. Per l’età dei nostri studenti siamo partiti dall’immaginario, arricchendolo con sollecitazioni fantastiche ed emotive”.

Quale occasione migliore se non leggere opere letterarie e film che narravano storie di automi, robot, cyborg? “Abbiamo poi visitato il Museo Leonardiano a Vinci, progettato e costruito oggetti con ingranaggi meccanici. A quel punto – continua l’insegnante – ci sentivamo pronti ad affrontare il mondo della robotica con tutte le sue sfide emotive, etiche e filosofiche. Abbiamo studiato ‘Le tre leggi della robotica’ di Asimov e abbiamo provato a riscriverle adattandole a oggi: ne abbiamo stilate dieci”. E dopo la parte “letteraria” e un’adeguata preparazione teorica, i ragazzi hanno visitato l’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna a Pontedera. “Abbiamo fatto conoscenza degli aspetti più teorici, acquisendo competenze informatiche e tecnologiche, attraverso la costruzione e la programmazione di piccoli robot. Il percorso – aggiunge l’insegnante – non poteva dirsi completo, dovevamo sperimentare il coinvolgimento che la frequentazione con macchine ‘pensanti’ ci provocava; un ricercatore, Pericle Salvini, ci ha fatto conoscere Aibo, un cagnolino-robot  in grado di individuare l'ambiente circostante , di riconoscere i comandi vocali e di evolversi. Aibo è rimasto per una settimana, durante la quale ha interagito con i ragazzi ed è diventato il protagonista di una pièce teatrale, la cui sceneggiatura è stata scritta dagli studenti e ispirata a un racconto di Asimov”.